
2011 e mi scade la patente. Quando era scaduta nel 2001, anno da odissea nello spazio, non si pensava ancora di dover intervenire ma tant’è allora i bollettini da pagare mi pare fossero due. E forse mi era capitata una giornata più fortunata.
Cominciamo comunque seguendo una cronologia: faccio una prima tappa presso l’ambulatorio di medicina pubblica dove mi consegnano un bollettino da pagare alle poste e un foglietto dove sono illustrate le missioni da compiere per ottenere il rinnovo. Neanche fosse CriticalCity Upload.
Prima tappa coda all’ufficio postale per versare al Dipartimento Trasporti Terrestri (esisterà un contarpposto Dipartimento Trasporti ExtraTerrestri?) 9 miseri euro con una spesa aggiuntiva di 1,80 probabilmente calcolata sul tempo che trascorro come ospite delle Poste, in pratica un albergo a ore. Oggi pagano le pensioni e non mi è chiaro come, sempre restando nell’ambito della semplificazione, si finisca per pagarle in contanti quando sarebbe molto più semplice versarle sul conto del pensionato. Mi è chiaro invece come il pensionato, piuttosto che lasciare i suoi pochi soldi a fare interessi sul conto di chi lo deve pagare, preferisca passare la sua giornata in coda. Ma è anche la mia giornata.
Conclusa la mia prima missione ora bisogna trovare un tabaccaio per comprare una marca da bollo da € 14,62. Questa è già più semplice perché il tabaccaio paga al massimo le somme del gratta e vinci e i pensionati, ancora in coda per riscutere la pensione non sono ancora arrivati qui a comprarne. E poi, nella quantità, quelli vincenti risultano relativamente pochi.
Finalmente la visita. Non ci vedo ma, come mi dice il medico, quello è l’ultimo dei miei problemi. Esco con il mio foglio su cui sta scritto 4/10, nessun obbligo di lenti.
Recupero il mio cane guida che mi fa notare con la sua zampa pelosa che c’è ancora una missione da compire: “ed inotre dopo la visita effetture il versamento alla cassa €32,00″. Mi accorgo ora che sembra un cartoncino del Monopoli.
Vado alla cassa, pago e non capisco una parola di quello che l’addetto mi dice attraveso il vetro. Lui mi guarda come fossi sordo ma a questo punto sono io che mostro il foglio rilasciato dal medico pochi minuti prima. Dice: nessun obbligo di apparecchio acustico. Sordo lo dici a tua sorella.
Tutto ciò per dire che siete strani, voi. Non potevo pagare tutto in una sola volta alla cassa e poi vi aggiustavate tra di voi?
Ma la cosa più bella è che allo sportello dell’ambulatorio non accettano il BancoPosta. Questa è sicuramente una rappresaglia.